I principali vettori di attacco ransomware sono:
• il malware, ossia un software dannoso che compromette il sistema con tecniche sconosciute;
• lo sfruttamento di vulnerabilità, che si riferisce sia a falle note nei sistemi sia all’utilizzo di exploit kit, ovvero strumenti progettati per individuare e sfruttare debolezze in applicazioni o sistemi informatici;
• infine, il phishing, comunicazioni ingannevoli che sembrano provenire da fonti affidabili, e il social engineering, che induce l’utente a fidarsi dell’hacker e compiere azioni pericolose.
Sicurezza informatica
Proteggersi dai ransomware è una sfida costante in un settore in continua evoluzione, caratterizzato da attacchi sempre più sofisticati, nuovi gruppi di criminali informatici e tecnologie emergenti come il Ransomware-as-a-Service (RaaS), che consente anche a gruppi privi di competenze tecniche di affittare software dannoso, focalizzandosi unicamente sulla scelta della vittima.
Spesso si crede che l’unica soluzione per recuperare i dati sia pagare il riscatto, ma è davvero la decisione corretta? Gli esperti di sicurezza scoraggiano fortemente questa pratica. In primo luogo, per interrompere il ciclo di attacco: un aggressore che riceve un pagamento sarà incentivato a colpire nuovamente la stessa azienda, sapendo che probabilmente pagherà ancora. Inoltre, pagare non garantisce né il recupero dei dati né la protezione delle informazioni sensibili da ulteriori diffusione a criminali.
Come ridurre il rischio di infezione
Ci sono alcune pratiche di Cyber Hygiene che possono aumentare la sicurezza informatica e ridurre il rischio di essere colpiti. Ecco alcuni suggerimenti raccomandati:
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Prevenire l’infiltrazione: la maggior parte degli attacchi ransomware avviene attraverso allegati e-mail o download malevoli. È possibile bloccare siti web, e-mail e allegati sospetti utilizzando un approccio di protezione a più livelli e un programma di condivisione dei file approvato dall’azienda.
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Monitorare le attività della rete aziendale: è cruciale avere visibilità su ciò che accade all’interno della rete aziendale per rilevare attività sospette e tentativi di attacco. La soluzione è adottare una piattaforma di sicurezza informatica che integri informazioni, analisi e capacità di risposta in un unico sistema. È fondamentale mantenere un inventario aggiornato delle risorse informatiche, poiché i dispositivi obsoleti e dimenticati possono rappresentare un punto di ingresso per gli aggressori.
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Utilizzare la Threat Intelligence: è consigliabile rimanere aggiornati sui rischi e sulle tattiche difensive più recenti, avere un solido piano di risposta agli incidenti e saper gestire le minacce impreviste.
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Aggiornare regolarmente i software: applicare sempre gli aggiornamenti più recenti è essenziale. Gli hacker cercano costantemente software senza patch: utilizzare programmi aggiornati è uno dei metodi più efficaci per prevenire attacchi.
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Sfruttare il backup: eseguire regolarmente il backup dei dati per garantire il recupero in caso di emergenza. Conservare i backup offline, fuori dalla portata dei cybercriminali, e sviluppare un piano di recovery che assicuri il ripristino dei dati su larga scala e la continuità operativa.
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Evitare errori umani: diffondere conoscenze sulla sicurezza informatica è fondamentale. Dipendenti, collaboratori e manager devono essere informati sulle migliori pratiche di protezione, sull’importanza di gestire correttamente le password, su come riconoscere un’e-mail di phishing e su cosa fare in caso di comunicazioni sospette.


